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02.04.2022

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raccògliere (ant. e poet. raccòrre) v. tr. [der. di cogliere, col pref. ra-] (coniug. come cogliere). – 1. Sollevare, prendere o riprendere da terra cosa o persona: il cappel lordo e il vano Baston dispersi ne la via raccoglie (Parini); r. un sasso, una moneta, una lettera, il fazzoletto; r. uno ubriaco, svenuto, moribondo; r. i morti, i feriti, sul campo di battaglia; lo raccogliemmo in fin di vita. Per estens., nel gioco del calcio, r. la palla, il pallone, ricevere e utilizzare la palla, su passaggio di un compagno di squadra; analogam., r. un passaggio (e nel linguaggio dei commentatori sportivi anche assol.: il centravanti raccoglie e avanza). Com. le espressioni fig. r. il guanto, r. o non r. una provocazione, reagire o, ignorandola, non reagire. Usato anche assol.: lei lo provoca, ma lui non raccoglie. 2. Prendere e riunire i frutti della terra (mentre cogliere si riferisce ai frutti degli alberi, ai fiori, e ad alcuni erbaggi, come l’insalata): r. il grano, dopo la mietitura; r. le patate, le fave, i fagioli, i piselli, il fieno, il trifoglio, ecc.; raccolsero una grande quantità di frumento. Quando non è specificato il prodotto, s’intende in genere di prodotti agricoli (e spesso col senso di ricavare dal terreno): quest’anno i contadini temono di r. poco. Proverbî: chi parla semina, chi tace raccoglie; chi mal semina, mal raccoglie, chi opera male, ne soffre le conseguenze, e con sign. simile chi semina vento, raccoglie tempesta. Anche fig.: r. il frutto delle proprie fatiche, di un lungo lavoro, dei proprî sudori; questo è il frutto che ho raccolto dalle mie esperienze; r. lodi, onori, successo. Con soggetto astratto, ha talora il senso di ottenere: la proposta raccolse scarsa approvazione; è un’iniziativa che ha raccolto molti consensi(più com. ha riscosso), o che non raccoglie molto favore (più com. incontra). 3. a. Mettere insieme, radunare, riunire: r. denaro, oboli, documenti, citazioni, esempî, argomenti, notizie, indizî; r. uomini, soldati, compagni; r. intorno a sé gli amici, la famiglia; spec., con sign. affine al n. 1, quando si tratti di più oggetti sparsi per terra o altrove: i mille intorno Dispersi arnesi alfin raccolse in uno (Parini). In partic., di corsi e specchi d’acqua: il Po raccoglie le acque di molti affluenti; di composizioni letterarie pubblicate o trascelte: in quel volume sono raccolte le poesie giovanili del Carducci; è uno studioso che raccoglie canti popolari; di oggetti ricercati e acquistati per collezione: r. monete antiche, francobolli, ceramiche, vasi cinesi, quadri, libri rari, ecc. Anche, mettere insieme per computare: r. le schede dei votanti, i voti; il segretario raccolse i nomi dei presenti. Riferito a qualità o doti diverse, r. in sé, averle riunite in sé: in te raccogli Quanto di bello e di glorioso e grande Sparse in cento di loro arte o natura (Parini); una donna eccezionale, che raccoglie in sé bellezza, intelligenza e cultura; più spesso nel passivo: nel figlio sono raccolte le migliori caratteristiche di tutti e due i genitori. Nel rifl. o nell’intr. pron., riunirsi, recarsi in un solo luogo o una sola zona: i fedeli si raccolgono in chiesa; le foglie, cadute per il vento, si erano raccolte sul bordo della strada; stringersi accanto a qualcuno, a qualcosa: i soldati superstiti si raccolsero intorno al comandante, alla bandiera. b. Captare, concentrare in un punto: apparecchi per r. raggi luminosi, onde sonore; nell’intr. pron., concentrarsi, convergere in un punto: tutti gli occhi si raccolsero su di lei. Fig., condensare: r. molti concetti in poche frasi. c. Riunire insieme, accogliere al fine di ricoverare, soccorrere, proteggere: r. i fanciulli abbandonati, gli orfani; è un istituto che raccoglie i senza tetto. Rifl., ant., ricoverarsi, ripararsi: Tu per lei prega, sì che fida ancella Possa in ogni fortuna a te raccorsi (T. Tasso); o ritirarsi: ciascuno alla sua camera si raccolse (Boccaccio). d. letter. Accogliere, ricevere in sé o presso di sé: al ciel, cheha in sé raccolto Lo spirto da le belle membra sciolto (Petrarca); Rinaldo poi si volse a SansonettoE lo raccolse col debito onore (Ariosto); la terra Che lo raccolse infante e lo nutriva (Foscolo); r. il parto, della levatrice che accoglie il nascente. Col senso più generico di ricevere: r. un’eredità; l’amistà raccolga Non di tesori eredità, ma caldi Sensi e di liberal carme l’esempio (Foscolo). Fig., ant., accogliere nella mente, cioè ascoltare: aveva il pellegrino le sue parole finite, quando la donna, che attentissimamente le raccoglieva … (Boccaccio); o intendere, capire: il re, udite queste parole, raccolse bene la cagione del convito (Boccaccio); talora, significa insieme ascoltare, intendere e riflettere su qualche cosa: Poi ch’ebbe la parola a sé raccolta(Dante); la contessa queste parole intendendo raccolse bene (Boccaccio). 4. a. Riunire insieme le parti di una cosa allargata, aperta o distesa, quindi stringere insieme, ripiegare: r. le ali, le gambe, il corpo, le vele, le sartie, le reti. Fig.: r. le forze, i pensieri; r. la mente, concentrarla in un pensiero, nella meditazione. Con altro senso, ant., r. lo spirito, riprendere fiato: faticato dal peso delle pietre e dalla rabbia …, non poteva raccoglier lo spirito a formare intera la parola alla risposta (Boccaccio). b. letter. Trattenere, fermare: r. i passi, il volo; Quantunque debil freno a mezzo il corso Animoso destrier spesso raccolga (Ariosto). c. rifl. Riunire le membra: il gatto si raccolse per spiccare il salto; in partic., nella scherma, disporsi in atteggiamento difensivo: Ma si raccoglie e si ristringe in guardia (T. Tasso); letter., atteggiare la persona in modo composto e dignitoso: Nel suo onorato seggio si raccolse (Ariosto). Più com. fig., volgere la mente, l’attenzione su qualche cosa, senza distrarla verso altri oggetti: raccogliersi in (o nella) preghiera, in (o nella) contemplazione; assol., concentrarsi nella meditazione: prima di parlare, si raccolse per qualche tempo; si raccolse in silenzio davanti alla tomba. ◆ Part. pass. raccòlto, anche come agg., con accezioni partic. (v. raccolto1); per l’uso come s. m., v. raccolto2.

cogliere – ist ein hochsprachliches, sehr angenehmes Sprachregister.
Der Sansoni gibt an die Hand:

coglione

s.m. (volg)

1 (volg) (testicolo) Sack m., Ei n.

2 (f. -a) (fig) (persona sciocca) Arsch m., Trottel m.

Es wären dann also i coglioni… DIESEM VOLGARE kann ich aber nicht zustimmen. Es denkt sich die Umgangssprache oft kirre grade die Dinge. Also meine Lesart, JENSEITS des Alltagegebrauchs, also tiefer die Entstehung ja des Terminus erst, aufsuchend.. vielleicht habe ich da nicht so unrecht..
und sammeln, erfassen,,
ist ALLEMAL AUS DEM RAUM FÜR DEN RAUM nehmen, UND GENAU das ist das echte Zeugen.
Und nicht im Körperinneren Enthaltenes.. nimmt Raum leichter auf.
Also. ja, mir ergibt sich dieses Wort als Kostbarkeit eher so…. unabhängig von serine heutigen umgangsprachlich-abschätzigen Verwendart.
Wenn man Saftausdrücken der Sprachen nachgeht.. da sitzt JEDES MAL echt in einem Philosophenstüberl.. es bezaubert. UND DA GEHT praktisch das Parallel-Märchen, das der Erwachsenen, das ja mit den Dingen auch zurechtkommen muß, die sich ihnen quer legen mitten im Leben.. also Kraftausdrücke und scheinbre Obszönitäten.. da steckt heiligstes Gradsein dahinter..
Ich darf ihnen hier unbedingt San Porc O’Vacc vorstellen, der mir im eher bestemmie- und parolacce-gespickten Friaulitalienisch einfach unvermittelt vor Augen stand, per votarmi a questo santo..
und dann habe ich begonnen – Sacré Coeur ist einfach Freude am Denken, und daher auch an dem anderer,, und das Nichtgedachte Denken, also das Fühldenken, wenn das DIREKT IN WÖRTER zackt, also DAS HAT KRAFT. NUR: man darf da nicht auf Zizibe machen, sondern sich da locker darin gehenlassen, bis langsam vieles dämmert.. UND DANN steht man da echt in einer üppig-prächtigen Bibliothek des Eigentlichimmernurnebenbeigedachten, kraftvollst. Es sind Ausdemwegräum-Ausdrücke..
so ähnlich wie Griaskeandlaunnogla.. selbst verständlich ein Pedant. Nur die ganze Raunzmelodie des ersteren Ausdrucks.. heilt ja scho während du sie aussprichst <<. Pé-Dant… da tutsinix. Wohingegen DIESE ANDEREN WÖRTER nehmen unsere Kräfte mitherein und reden sie auch, die wir sonst eher zurückhalten… ja irrsinig spannend. Echte Sprachwissenschaftler haben da sicherlich eine Menge dazu zu sagen.. mir ergibt sich’s eben einfach aus Sprechen mögen, wenn andere es tun….
Wenn schon deiner Mutter vor deinem Vater gegraust hat, der jedem Loch sich nachschmierte und so fort.. und deiner Mutter dann vor dir sowieso… und das über endlose Generationen so geht… dann: ist das suppobdieamal. UND GENAU SO explodieren die Länder rundumadumpf.
HERRSCHAFTSSEITEN.. wenn du mir grade Männer als Deppen redest UND DICH EUNUCHENKLEICHE ODER LEICHENEUNUCHTERL – da möchte ich mich nicht aus dem Fester lehnen.. aber eins von beiden isses, wenn du mir die Kirche als Krieche erzählst, WEIL DU OHNE RÜCKGRAT plus den ganzen WESENSREST kriechst und riechst und schliefst und schmierst und SO KOMMANDIERST!
in klaren Worten: wenn du mir ehrlich Menschen als DEINE TROTTEL redest, hast irgendwann amal a Watschn, WORT DER PROF, da beauch ich die Dame gar net mobilisiern, in mir.
JOIT DAI DEPPATE PAPPN: was immer ich dich machenlassen würde, DU KÖNNTEST ES NICHT: Was folgt daraus: nicht Gott ist ein Trottel nach deinem Format. sondern du definitiv.. nun ja.. alles das, was sich Ehrliche über dich weit besser denken, als ich das könnte, denn ich kann so wenig wie du. NUR MACHE ICH DEN ANDEREN NICHT DEN HERRN.
Und das freut Gott und mich, als Gott in mir, Gott durch mich, und Gott um mich auch.. wir lachen viel, ganz ganz leise, denn Gott und ich lieben.
Man sieht nur mit dem Herzen gut?
Man spricht nur aus dem Herzen göttlich.

… sagt Gott. Ich berichte nur.

 

Aks ich Anton sagte – wahr! – „wir beten um die Wette“, war, und ist wohl, dem nicht klar,

 

daß das Leben Gebet zutiefst ist.

 

Der hält für Gebet, wenn er sich nach „auch ich habe viele Frauen gehabt“ und  „Impfstation im Stephansdom“__und schauschau, was da so langsam alles rauskommt..

 

als mehr Schilehrerkrokodil kannma echt net sein.

 

Nichts gegen den Menschen,

 

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